DISTRIBUZIONE ED ESPANSIONE DELLA TACCOLA Corvus monedula IN PROVINCIA DI BRESCIA (Lombardia)

ARTURO GARGIONI

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G.R.A. (Gruppo Ricerca Avifauna), villaggio Incidella, 50, 25023 Gottolengo (BS),

tel.: 030 9951148, e-mail: gargionia@aliceposta.it

Parole chiaveCorvus monedula, distribuzione, espansione territoriale, provincia di Brescia.

Riassunto – Viene esaminata l'attuale distribuzione della Taccola in provincia di Brescia e la sua evoluzione in seguito al fenomeno di espansione e inurbamento in atto dagli anni ‘950 nell’Italia settentrionale. La popolazione attuale è stimata in 60-70 coppie, suddivisa in tre nuclei principali.

Key wordsCorvus monedula, distribution, territorial expansion, Province of Brescia.

Abstract – the article assesses the present distribution of the Jackdaw Corvus monedula in Brescia province, its range expansion and its urbanization since the 1950s. The present population is estimated to be 60-70 pairs, divided into three main nuclei.

INTRODUZIONE

Specie politipica a distribuzione olopaleartica. In Italia è sedentaria nidificante e migratrice irregolare; la distribuzione è ampia, più omogenea al centro-sud e sulle isole maggiori, più frammentata al nord; a livello altitudinale la maggiore diffusione si rileva sotto i 700 m, con massimi fino a 1850 m. Per la provincia di Brescia è considerata sedentaria e nidificante, migratrice regolare e svernante irregolare. Il fenomeno di espansione, in atto dagli anni ‘950 in concomitanza con un processo generale di inurbamento, è stato studiato soprattutto nei capoluoghi di provincia e regione (FRAISSINET 1989, DINETTI e FRAISSINET 2001).

Il fenomeno, tuttora in corso, ha interessato anche l’Italia settentrionale coinvolgendo la provincia di Brescia a partire dagli anni ‘980.

 AREA DI STUDIO E METODI

In Lombardia la Taccola presenta una distribuzione frammentata, con insediamenti sparsi soprattutto nelle aree planiziali e di fondovalle (LARDELLI in BRICHETTI e FASOLA 1990).

Nelle province limitrofe a quella bresciana, l’espansione è fatta risalire agli anni ‘980-90, tranne che per la provincia di Sondrio dove non si hanno notizie recenti. In provincia di Cremona l’insediamento risale al 1981; nel 2000 si contavano due nuclei: nel capoluogo con 20-25 coppie ed a Soncino con 8-10 coppie (ALLEGRI 2000). Groppali (1994) indica come tipologie ambientali maggiormente utilizzate per la nidificazione all’interno della città di Cremona, in percentuale decrescente, l’abitato antico, quello ottocentesco e quello moderno. In provincia di Mantova l’insediamento è avvenuto negli anni ‘980 per mano dell’uomo con l’introduzione di alcune coppie nel capoluogo per combattere il proliferare dei piccioni; attualmente risulta in espansione anche nei centri minori. Nella provincia di Bergamo la prima nidificazione è stata accertata nel 1991 in due centri urbani, compreso il capoluogo (CAIRO e PERUGINI 1993); attualmente è in espansione in numerosi centri urbani, piccoli e grandi, dalla pianura alla bassa Valle Seriana (CAIRO et al. 2003).

In provincia di Brescia fino agli anni ‘980 era considerata di comparsa scarsa e irregolare, senza casi di nidificazione accertati (BRICHETTI 1982). La figura 1 mostra la situazione provinciale, con l’insediamento nel 1984 di una piccola colonia a Borgo San Giacomo, un piccolo centro urbano della bassa pianura centro-occidentale (BRICHETTI e CAMBI 1985); dal 1987 ha iniziato la colonizzazione del settore orientale, con la formazione di una colonia sul castello di Sirmione (BRICHETTI 1992). Dai due nuclei originali, nel corso degli anni ‘990, si è assistito ad un ampliamento dell’areale che ha interessato piccoli e medi centri urbani dei settori occidentale ed orientale della provincia. Dal 2000 si è rilevato un ulteriore ampliamento di areale che ha interessato anche la bassa pianura centrale e il capoluogo, con l’insediamento nel 2001 di una piccola colonia sulla torre del Broletto (LEO in stampa), dove la presenza era stata accertata già dal 1996 (BALLERIO e BRICHETTI 2003). Nel 2000 una piccola colonia si è insediata nel centro storico di Villa Carcina (QUIRINI in GARGIONI e GUERRINI 2000), risultando il nucleo più settentrionale fino ad ora riscontrato in provincia.

I centri urbani interessati dalla presenza della Taccola sono Borgo S. Giacomo; Sirmione; Desenzano; Palazzolo s/Oglio; Castegnato; Padernello; Corniolo; S. Paolo; Rovato; Cologne; Carpenedolo; Chiari; Villacarcina; Lonato; Brescia; Alfianello; Castenedolo; Verolavecchia, Cigole, Offlaga e Orzinuovi. Allo stato attuale risultano occupati 13 siti; 5 risultano abbandonati: Sirmione, Padernello con presenze fino al 2001, Cologne fino al 2003, Coniolo, Cigole con un’osservazione in periodo riproduttivo nel 2003 non più riconfermata; mentre per 3 siti non si hanno dati recenti disponibili.

CONCLUSIONI

In Italia la Taccola per la riproduzione frequenta ambienti naturali e antropici, come pareti rocciose, boschi, aree agricole alberate e infrastrutture, quali ponti e viadotti stradali, edifici storici, ruderi e aree industriali. Recenti ricerche evidenziano un progressivo abbandono degli ambienti naturali a favore di quelli antropici, in relazione a minori fattori che limitano il successo riproduttivo (CARPINO e MILONE 2001). Nell’Italia settentrionale, in particolare nella Pianura Padana, in mancanza di ambienti naturali adatti, la Taccola occupa esclusivamente strutture di origine antropica.

I dati raccolti hanno evidenziato che l’espansione in provincia di Brescia ha interessato esclusivamente i centri urbani, determinando in progressione temporale la formazione di tre nuclei principali, con successiva colonizzazione di grossi centri abitati, come già rilevato da Dinetti e Fraissinet (2001). La popolazione provinciale è stimata in 60-70 coppie; i nuclei nidificano in campanili (64,2% dei casi), edifici storici (21,4%) e torri civiche (14,4%).

La cartina evidenzia una distribuzione ancora frammentata, suddivisa in tre nuclei principali, il primo, quello "storico", nella bassa pianura, il secondo nell'area gardesana ed il terzo nell'alta pianura; la colonia più settentrionale di Villa Carcina potrebbe determinare ulteriori colonizzazioni dell'area prealpina.

RINGRAZIAMENTI

Desidero ringraziare quanti hanno contribuito alla realizzazione di questa ricerca: Nicola Anni, Giuseppe Barezzani, Roberto Barezzani, Pierandrea Brichetti, Maurizio Busetto, Mario Caffi, Stefania Capelli, Alberto Forelli, Rocco Leo, Ferruccio Maestri, Sergio Mazzotti, Claudio Moioli, Agostino Pedrali, Stefano Pirola, Rossano Quirini, Dario Quaranta, Alessandro Rossi, Laura Voltolini.

BIBLIOGRAFIA

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Arturo Gargioni, vill. Incidella, 50 – 25023 Gottolengo (BS)

tel. 030 9951148. E-mail: gargionia@alice.it

 

Fig. 1 - Distribuzione dei tre nuclei principali di Taccola in provincia di Brescia. Tondo nero: insediamenti 1980-89; tondo grigio: insediamenti 1990-99; tondo bianco con tratteggio: insediamenti 2000-04.