PRIMA NIDIFICAZIONE DI FALCO DI PALUDE (Circus aeruginosus) NELLA PROVINCIA DI BRESCIA (Lombardia)

A cura di Sergio Mazzotti

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Il  Falco di palude è specie paleartico-paleotropicale-australasiana, presente nella Regione Paleartica con tre sottospecie: aeruginosus prevalentemente diffusa nei settori occi­dentali, dove è maggiormente distribuita alle medie latitudini: harterti nel Nord-Africa e forse nel sud della Spagna; spilonotus in Asia verso est a partire dal Lago Baikal e dalla Mongolia. Vi sono altre 5 sottospecie nel resto dell'areale mondiale (CRAMP e SIMMONS, 1950). In Italia è specie nidificante, migratrice e svernante. Nidifica nelle zone umide pianeggianti di una certa estensione della Padania interna, della fascia costiera alto-adriatica, del me­dio e alto Tirreno, della Sardegna e, più scarsamente, nelle regioni meridionali. Migratore regolare sverna nelle zone lagunari dell'alto Adriatico, del medio Tirreno e della Sardegna.

Le presenze appaiono più consistenti negli inverni particolarmente miti (MARTELLI e PARODI, 1992). Per la Lombardia all'inizio degli anni '80 era noto un solo caso di nidificazione (BRICHETTI e CAMBI, 1981), mentre più recentemente la popolazione lombarda nidificante è stata stimata in 12-15 coppie (BRICHETTI e FASOLA, 1990). Anche per i contingenti svernanti si è registrato un progressivo aumento e una regolarizzazione delle presenze, in quanto si è pas­sati da singoli individui dei primi anni '80, in maggioranza probabilmente in erratismo (BRICHETTI e CAMBI, 1990), ai 60.400 individui stimati all'inizio degli anni '90, vi è comunque da tenere presente che la stima più realistica è quella minima (FORNASARI et al., 1992). Per la provincia di Brescia la specie era considerata migratrice regolare e svernante irre­golare; le presenze invernali erano però assimilate a casi di erratismo.

Nell'inverno 1993-94 due individui hanno regolarmente svernato per tutto il corso dell'inverno nella Riserva Naturale "Torbiere del Sebino", mentre negli inverni successivi la sosta nella stessa località non si è protratta per più di 20 giorni consecutivi (S. Mazzotti. oss. pers. ). Nella primavera 1996 è stata accertata per la prima volta la nidificazione di 2 coppie nella R.N. Torbiere del Sebino, dove la nidificazione era ritenuta possibile (BRICHETTI e CAMBI, 1981 ). II sito riproduttivo è costituito da due aree separate, le "lame", più interne e di maggiore estensione, e le "lamette" confinanti con il Lago d' Iseo, entrambe caratterizzate da vasti lembi di fragmiteto e cariceto, intercalati da ampi spazi di acque aperte e con presenza sparsa di al­beri e arbusti. Le porzioni di territorio strettamente interessate alla nidificazione si trovano nel­le zone meno accessibili dove il fragmiteto raggiunge la massima estensione.

Nel corso del 1996 il Falco di palude è stato presente nelle Torbiere del Sebino nella prima settimana di gennaio, indi è risultato assente fino alla seconda settimana di febbraio, successivamente il numero degli individui osservati è stato di 1-5. Le prime parate nuziali sono state osservate nella seconda settimana di aprile nelle "lame" (coppia A) e alla fine di aprile nelle "lamette" (coppia B). L’inizio dell’incubazione è avvenuto verso il 17 aprile (coppia A) e attorno al 7 maggio (coppia B). Le schiuse si sono rilevate verso il 21 maggio (coppia A) e attorno al 10 giugno (coppia B). I pulli involati sono stati 2 nella coppia A (verso il 27 giugno) e 3 nella B (verso il 15 luglio). Dopo una settimana dall’involo le femmine hanno apparentemente abbandonato la zona, mentre i maschi hanno diradato le visite ai siti riproduttivi, fino a 1-3 volte al giorno. I giovani hanno lasciato l’area quasi in contemporanea il 5-6 agosto. Questa nuova colonizzazione sottolinea la sempre maggiore importanza della Riserva Naturale "Torbiere del Sebino", il cui valore ornitologico ormai supera abbondantemente i confini regionali.