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Il Falco di palude è specie
paleartico-paleotropicale-australasiana, presente nella Regione Paleartica con
tre sottospecie: aeruginosus prevalentemente diffusa nei settori
occidentali, dove è maggiormente distribuita alle medie latitudini: harterti
nel Nord-Africa e forse nel sud della Spagna; spilonotus in Asia
verso est a partire dal Lago Baikal e dalla Mongolia. Vi sono altre 5
sottospecie nel resto dell'areale mondiale (CRAMP e SIMMONS, 1950). In Italia è
specie nidificante, migratrice e svernante. Nidifica nelle zone umide
pianeggianti di una certa estensione della Padania interna, della fascia
costiera alto-adriatica, del medio e alto Tirreno, della Sardegna e, più
scarsamente, nelle regioni meridionali. Migratore regolare sverna nelle zone
lagunari dell'alto Adriatico, del medio Tirreno e della Sardegna.
Le presenze
appaiono più consistenti negli inverni particolarmente miti
(MARTELLI e PARODI, 1992). Per la Lombardia all'inizio degli anni
'80 era noto un solo caso di nidificazione (BRICHETTI e CAMBI,
1981), mentre più recentemente la popolazione lombarda nidificante è
stata stimata in 12-15 coppie (BRICHETTI e FASOLA, 1990). Anche per
i contingenti svernanti si è registrato un progressivo aumento e una
regolarizzazione delle presenze, in quanto si è passati da singoli
individui dei primi anni '80, in maggioranza probabilmente in
erratismo (BRICHETTI e CAMBI, 1990), ai 60.400 individui stimati
all'inizio degli anni '90, vi è comunque da tenere presente che la
stima più realistica è quella minima (FORNASARI et al., 1992). Per
la provincia di Brescia la specie era considerata migratrice
regolare e svernante irregolare; le presenze invernali erano però
assimilate a casi di erratismo.
Nell'inverno
1993-94 due individui hanno regolarmente svernato per tutto il corso
dell'inverno nella Riserva Naturale "Torbiere del Sebino", mentre
negli inverni successivi la sosta nella stessa località non si è
protratta per più di 20 giorni consecutivi (S. Mazzotti. oss. pers.
). Nella primavera 1996 è stata accertata per la prima volta la
nidificazione di 2 coppie nella R.N. Torbiere del Sebino, dove la
nidificazione era ritenuta possibile (BRICHETTI e CAMBI, 1981 ). II
sito riproduttivo è costituito da due aree separate, le "lame", più
interne e di maggiore estensione, e le "lamette" confinanti con il
Lago d' Iseo, entrambe caratterizzate da vasti lembi di fragmiteto e
cariceto, intercalati da ampi spazi di acque aperte e con presenza
sparsa di alberi e arbusti. Le porzioni di territorio strettamente
interessate alla nidificazione si trovano nelle zone meno
accessibili dove il fragmiteto raggiunge la massima estensione.
Nel corso del
1996 il Falco di palude è stato presente nelle Torbiere del Sebino
nella prima settimana di gennaio, indi è risultato assente fino alla
seconda settimana di febbraio, successivamente il numero degli
individui osservati è stato di 1-5. Le prime parate nuziali sono
state osservate nella seconda settimana di aprile nelle "lame"
(coppia A) e alla fine di aprile nelle "lamette" (coppia B).
L’inizio dell’incubazione è avvenuto verso il 17 aprile (coppia A) e
attorno al 7 maggio (coppia B). Le schiuse si sono rilevate verso il
21 maggio (coppia A) e attorno al 10 giugno (coppia B). I pulli
involati sono stati 2 nella coppia A (verso il 27 giugno) e 3 nella
B (verso il 15 luglio). Dopo una settimana dall’involo le femmine
hanno apparentemente abbandonato la zona, mentre i maschi hanno
diradato le visite ai siti riproduttivi, fino a 1-3 volte al giorno.
I giovani hanno lasciato l’area quasi in contemporanea il 5-6
agosto. Questa nuova colonizzazione sottolinea la sempre maggiore
importanza della Riserva Naturale "Torbiere del Sebino", il cui
valore ornitologico ormai supera abbondantemente i confini
regionali. |