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Anche per il 2002 è
stata monitorata la migrazione autunnale dei rapaci che interessa la
provincia di Brescia. La maggiore novità è data dalla scelta di un nuovo
sito dovuto alla necessità di trovare un punto che coprisse maggiormente
il fronte della migrazione. Dall’ esperienza degli scorsi anni e dall’
analisi delle rotte migratorie del Falco pecchiaiolo Pernis apivorus,
elaborate su cartine IGM, la scelta è caduta sul "Monte della Guardia",
un altura di 126 m di quota posta ad est del centro abitato di Ponti sul
Mincio in provincia di Mantova.; alla fine la scelta si è rilevata
azzeccata in quanto il totale dei Pecchiaioli contati rispetto all’ anno
precedente è stato superiore al 300%.
Il Monte della
Guardia è un’ altura che permette di dominare a est la pianura veronese
con tratti dell’ autostrada A4 e la valle del Mincio; a sud sempre parte
della valle del Mincio e l’ abitato di Monzambano che dista circa tre km
in linea d’aria; ad ovest Ponti sul Mincio e Pozzolengo a circa 5 km in
linea d’aria, a nord la visuale è parzialmente interrotta da alcuni
cespugli che non permettono di vedere il territorio sottostante verso
Peschiera del Garda ma non pongono alcun problema per l’ avvistamento
aereo, in totale si ha un’ ottima visuale per 320° e buona per i
restanti 40°.
Il sito inoltre, per la sua posizione
strategica permette di quantificare la migrazione del Falco pecchiaiolo
in ben tre province e due regioni, in quanto i migratori arrivano dal
veronese (Veneto), transitano nel mantovano e per la maggior parte si
dirigono nel bresciano (Lombardia).
RISULTATI E METODI
Quest’ anno grazie
alla collaborazione di 14 rilevatori sono stati coperti o parzialmente
coperti 18 giorni di osservazione dal 18 agosto all’ 8 settembre, con la
prima settimana caratterizzata da conteggi parziali e le successive due
settimane dal 25 agosto all’ 8 settembrecon la metodologia adottata
dagli altri siti dell’Italia settentrionale che studiano la migrazione
del Falco pecchiaiolo: i colli Asolani a Treviso e Valle Stura a Cuneo.
Pertanto si sono
effettuate mediamente nove ore al giorno per 15 giorni, che per ragioni
organizzative e meteorologiche sono diventati 13 più altri con una
copertura inferiore alle nove ore, per un totale complessivo di 135 ore
di osservazioni, totalizzando 4134 rapaci di cui 4056 Falchi pecchiaioli,
oltre a 4 ciconiformi.
Le condizioni
meteorologiche sostanzialmente favorevoli durante la prima settimana.
hanno favorito la migrazione con passaggi notevoli ottenendo un primo
picco nella giornata del 25 agosto con 1066 Falchi pecchiaioli e un
secondo il 31 agosto con 752 individui contati da un solo rilevatore. La
settimana successiva, caratterizzata da una più accentuata variabilità
che ha interessato tutta l’Italia settentrionale, ha fatto registrare un
notevole calo della migrazione.
Nel complesso con
questi dati ci avviciniamo ai numeri degli altri due siti che studiano
la migrazione del Falco pecchiaiolo, consolidando sempre di più l’
ipotesi della rotta NE – SW che attraversa l’Italia settentrionale.
Essendo molto
probabilmente l’anfiteatro morenico gardesano il punto dove i
Pecchiaioli abbandonano la rotta pedemontana per disperdersi nella
pianura, è indispensabile conoscere le rotte che seguono gli animali
nell’ attraversamento della pianura, ma purtroppo anche quest’ anno si
sa poco o nulla in quanto non ci sono segnalazioni, pertanto si invitano
tutti coloro che hanno dati in merito a comunicarli, al fine di poter
costruire il “puzzle” della migrazione autunnale del Falco pecchiaiolo
nell’Italia settentrionale.
Di interessante da notare oltre alla
notevole quantità di Falchi pecchiaioli riscontrata, è il numero di
Sparvieri Accipiter nisus censiti (34), decisamente notevole per
questa specie intrapaleartica che normalmente migra più tardi.
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