Parco naturale dell’Adamello

Testo di Stefania Capelli                      Foto di Marco Guerrini

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Il Parco naturale dell’Adamello si trova al centro della catena alpina, nelle Alpi Retiche ed occupa la parte nord-orientale della provincia di Brescia, in Val Camonica. È un’area protetta di enorme importanza sia per la sua grande estensione (circa 51.000 ha), sia per la sua funzione di collegamento tra il Parco dell’Adamello-Brenta in Trentino e il Parco Nazionale dello Stelvio, a sua volta collegato col Parco Nazionale Svizzero dell’Engadina, venendo così a creare la più grande area protetta delle Alpi, con una estensione di ben 250.000 ha. La sua gestione è sempre stata complessa in quanto deve coniugare l’esigenza di proteggere un ambiente prezioso e minacciato con le necessità di sviluppo economico e sociale di una zona soggetta ad un progressivo abbandono delle attività tradizionali. Oltre al grande valore ecologico e naturalistico, un altro motivo di grandissimo interesse è rappresentato dalla presenza di siti di notevole rilevanza archeologica, con la più alta concentrazione al mondo di incisioni rupestri, e storica, con le trincee e le fortificazioni della prima guerra mondiale ancora abbondanti sulle cime delle montagne. Geologicamente il Parco dell’Adamello è caratterizzato da varie formazioni rocciose che hanno dato luogo a differenti tipi di substrato. Ciò ha favorito l’evolversi di una flora altrettanto varia ed interessante e la presenza di numerosi endemismi. L’ampia escursione altitudinale, che va dai 390 metri del fondovalle ai 3.539 della vetta del Monte Adamello, ha dato luogo ad una ulteriore differenziazione sia delle specie vegetali che animali.

 Partendo dal fondovalle abbiamo boschi di latifoglie alternati a radure e piccoli appezzamenti coltivati. In questo ambiente vive un gran numero di uccelli tra i quali l’Allocco, la Civetta, il Gufo comune, lo Sparviere, il Cuculo, il Picchio rosso maggiore, il Picchio verde e molti passeriformi tra i quali Pettirosso, Scricciolo, Cinciallegra, Merlo, Fringuello, ecc. Tra i mammiferi sono presenti Capriolo, Cervo, Ghiro, Scoiattolo, Faina e vari altri micromammiferi.

Oltre i 900 metri cominciano a comparire i boschi di conifere, soprattutto Abete rosso, gradualmente sostituito dal Larice man mano che si sale a quote più elevate. In questo tipo di boschi sono presenti le principali specie tipiche della zona montana quali Gallo cedrone (ormai rarissimo in tutto l’arco alpino centrale), Gallo forcello, Picchio nero, Civetta caporosso, Civetta nana, Tordo bottaccio, Tordela, Cincia mora, Cincia bigia alpestre, Cincia dal Ciuffo, Regolo, Rampichino alpestre, Crociere, Ciuffolotto, ecc. Anche qui sono presenti Cervo e Capriolo, Volpe, Donnola, Scoiattolo, Martora (rara), Toporagno alpino, ecc.

Oltre i 2200 metri di quota gli alberi lasciano il posto ai cespugli, prevalentemente di Ontano verde, Rododendro ferrugineo nelle zone con terreno acido, Rododendro irsuto e Pino mugo nelle zone con terreno calcareo. Nella zona dei fitti cespugli vivono Coturnice, Passera scopaiola, Bigiarella, Beccafico, Fanello, Organetto mentre nelle radure, in cima ad un cardo o su un paletto, è facile vedere lo Stiaccino. Vivono a questa altitudine anche la Marmotta, il Camoscio, la Lepre alpina, l’Arvicola delle nevi e l’Ermellino oltre ad un gruppo di Stambecchi, reintrodotti nel parco dopo oltre un secolo di assenza. Oltre i cespugli, tra i mirtilli e le sassaie vivono la Pernice bianca, il Codirosso spazzacamino, il Culbianco, lo Spioncello, il Fringuello alpino, mentre sulle pareti a strapiombo troviamo il Picchio muraiolo, il Gracchio alpino, il Corvo imperiale. In questo ambiente è anche possibile l’incontro con l’Aquila reale.

Ente gestore: Comunità montana di Valle Camonica.

Indirizzo: Piazza Tassara, 25043 Breno (BS), tel. 0364/324011, FAX 0364/22629 oppure 0364/22544, e-mail: info@parcoadamello.it

Come si arriva

In auto: Statali provenienti da Brescia e Bergamo si congiungono nei pressi di Darfo nella Statale della Mendola che arriva a Breno e prosegue fino al Passo del Tonale; Statale proveniente dalla Valtellina per l’Aprica e Edolo; Statale da Bolzano per la strada della Mendola, Statale da Trento per Cles e Male’ fino al Passo del Tonale.

In treno: da Brescia prendendo la linea ferroviaria locale BRESCIA-ISEO-EDOLO. Per proseguire verso Ponte di legno si può utilizzare il pullman di linea tel. 0364\72578.

Accesso alle principali valli bresciane:

Alta Valle del Caffaro (idrologicamente parlando non pertinente al bacino del fiume Oglio) dalla statale del Caffaro o dalla statale della Val Trompia fino al Monte Maniva e poi al Passo Crocedomini (solo d'estate, disagevole) o dal paese di Bagolino per la piana del Gaver; dalla statale della Val Camonica fino a Breno, per la località Bazena attraverso la Valle di Campolaro (solo estate, disagevole). Dalla Statale 42 della Val Camonica si accede a tutte le altre vallate laterali bresciane del Parco. Partendo da Vezza d’Oglio si accede alla Val Paghera percorribile in auto fino al rifugio La Cascata dove ci si incammina sul ripido sentiero che sale fino al Lago d’Aviolo. Da qui inizia la Valle d’Aviolo dominata dalla testata del Monte Baitone, il sentiero prosegue per il passo Gallinera che mette in comunicazione questa valle con la selvaggia Val Gallinera, risalente dal paese di Edolo. Dalla frazione di Temù parte il sentiero che conduce alla Val d’Avio. Dalla frazione di Stadolina di accede alla Val di Vallaro. Da Ponte di Legno si accede alla Valle del Narcanello, dal nome del torrente che la solca e che, insieme al Frigidolfo daranno origine in centro al paese al fiume Oglio. Nella parte centrale del parco, partendo dal bivio di Fresine e giungendo a Valle di Saviore, troviamo la Valle Adamè solcata dal fiume Poia di Adamè che porta a valle le acque di scioglimento del Pian di Neve, il ghiacciaio principale del gruppo dell’Adamello. Sempre dal paese di Valle di Saviore si accede alla Valle di Saviore, solcata dal torrente Poia. Alla Valle di Salarno si accede dai paesi di Cevo e Saviore dell’Adamello, da qui, seguendo il torrente si arriva al lago Salarno e alla parte più alta della valle dominata dalla Punta Pian di Neve, dal Corno Salarno e dal Corno Miller. Da Rino di Sonico si sale per la Val Malga, traversata dal torrente Remulo; sempre per la stessa via si accede anche alla Val Miller prendendo i sentieri per Malga Premassone e per Malga Frino.