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La
stazione d’inanellamento del
CFB - Passo della Berga
è situata sull’omonimo valico delle Prealpi Bresciane, a 1517 metri
s.l.m. (45°47’56’’N/10°25’20’’), tra i comuni di Bagolino e Lavenone
(BS); il valico, piuttosto ampio (c. 1500 metri di crinale), è
costituito dalla depressione di cresta tra due versanti nettamente
differenziati quanto a fisionomia e vegetazione. Quello rivolto a
nord è il fianco della Valle della Berga, il profondo impluvio con
Talweg allineato a SW-NE, che funge da alveo di incanalamento degli
uccelli in migrazione: esso è ricoperto di bosco ceduo misto (faggio
con scarsi pecci e larici) che si dirada presso la cresta. Il
versante opposto, a solatìo, è una ripidissima prateria rocciosa
colonizzata da estese fitocenosi di pino mugo che raggiungono il
crinale.

Ciuffolotto
Pyrrhula pyrrhula
L’impianto di cattura occupa un tratto relativamente breve della
cresta tra i due versanti suddetti, precisamente dove un tempo si
tendevano le reti di una passata con fischio al volo e ròccolo
annesso tra i più famosi della provincia.

Codibugnolo
Aegithalos caudatus
L’impianto è diviso in sei settori, per seguire nel miglior modo
possibile il profilo del crinale e per praticità gestionale: le
reti, lunghe complessivamente 272 metri, sono alte 2,5 e hanno
cinque sacche con maglia da 16 millimetri; nel 1994 e 1995 si usò
una passata più corta (165 e 222 metri, rispettivamente) e reti con
maglia da 19 millimetri, dalle quali le specie più piccole sfuggono
facilmente. Nel 1997, terminata la fase sperimentale dei primi anni,
la stazione ha raggiunto una configurazione ritenuta ottimale e che
sarà mantenuta per tutto il tempo di attività della stessa.

Crociere
Loxia
curvirostra
Nello
stesso anno è stato lanciato il Progetto Alpi, diretto dal Centro
Nazionale d’Inanellamento dell’INFS e coordinato dal Museo
Tridentino di Scienze Naturali, progetto al quale gli inanellatori
del CFB hanno attivamente partecipato sia nella fase progettuale sia
in quella operativa sul campo.

Rampichino
alpestre
Certhia
familiaris
Il
Progetto Alpi è un programma pluriennale di ricerca che mira a
ottenere una migliore conoscenza della migrazione postnuziale nel
settore italiano della catena alpina, mediante il contributo di
numerosi punti d’inanellamento distribuiti da est a ovest lungo
l’arco alpino.
Tutti
gli impianti di cattura partecipanti operano contemporaneamente e
con gli stessi metodi, siano essi stazioni di valico, di versante o
di fondovalle; ciò permette la confrontabilità e la cumulabilità dei
dati raccolti: questi riguardano fenologia, rotte seguite e
intensità della migrazione, nonché l’influenza topografica e
meteorologica locale sulla stessa; inoltre, si registrano alcuni
parametri (muta del piumaggio, depositi di grasso, sviluppo
muscolare) relativi alle condizioni fisiologiche dei migratori al
momento della cattura.
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