Stazione d'inanellamento "Passo della Berga"

A cura di Alessandro Micheli                            Foto di Arturo Gargioni

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La stazione d’inanellamento del CFB - Passo della Berga è situata sull’omonimo valico delle Prealpi Bresciane, a 1517 metri s.l.m. (45°47’56’’N/10°25’20’’), tra i comuni di Bagolino e Lavenone (BS); il valico, piuttosto ampio (c. 1500 metri di crinale), è costituito dalla depressione di cresta tra due versanti nettamente differenziati quanto a fisionomia e vegetazione. Quello rivolto a nord è il fianco della Valle della Berga, il profondo impluvio con Talweg allineato a SW-NE, che funge da alveo di incanalamento degli uccelli in migrazione: esso è ricoperto di bosco ceduo misto (faggio con scarsi pecci e larici) che si dirada presso la cresta. Il versante opposto, a solatìo, è una ripidissima prateria rocciosa colonizzata da estese fitocenosi di pino mugo che raggiungono il crinale.

Ciuffolotto Pyrrhula pyrrhula

L’impianto di cattura occupa un tratto relativamente breve della cresta tra i due versanti suddetti, precisamente dove un tempo si tendevano le reti di una passata con fischio al volo e ròccolo annesso tra i più famosi della provincia.

Codibugnolo Aegithalos caudatus

L’impianto è diviso in sei settori, per seguire nel miglior modo possibile il profilo del crinale e per praticità gestionale: le reti, lunghe complessivamente 272 metri, sono alte 2,5 e hanno cinque sacche con maglia da 16 millimetri; nel 1994 e 1995 si usò una passata più corta (165 e 222 metri, rispettivamente) e reti con maglia da 19 millimetri, dalle quali le specie più piccole sfuggono facilmente. Nel 1997, terminata la fase sperimentale dei primi anni, la stazione ha raggiunto una configurazione ritenuta ottimale e che sarà mantenuta per tutto il tempo di attività della stessa.

Crociere Loxia curvirostra

Nello stesso anno è stato lanciato il Progetto Alpi, diretto dal Centro Nazionale d’Inanellamento dell’INFS e coordinato dal Museo Tridentino di Scienze Naturali, progetto al quale gli inanellatori del CFB hanno attivamente partecipato sia nella fase progettuale sia in quella operativa sul campo.

Rampichino alpestre Certhia familiaris

Il Progetto Alpi è un programma pluriennale di ricerca che mira a ottenere una migliore conoscenza della migrazione postnuziale nel settore italiano della catena alpina, mediante il contributo di numerosi punti d’inanellamento distribuiti da est a ovest lungo l’arco alpino.

 Tutti gli impianti di cattura partecipanti operano contemporaneamente e con gli stessi metodi, siano essi stazioni di valico, di versante o di fondovalle; ciò permette la confrontabilità e la cumulabilità dei dati raccolti: questi riguardano fenologia, rotte seguite e intensità della migrazione, nonché l’influenza topografica e meteorologica locale sulla stessa; inoltre, si registrano alcuni parametri (muta del piumaggio, depositi di grasso, sviluppo muscolare) relativi alle condizioni fisiologiche dei migratori al momento della cattura.